Gli esseri umani non sono pecore

Gli esseri umani non sono pecore

di Rocco Cattaneo

Dico “no” all’iniziativa per l’attuazione dell’espulsione dei criminali stranieri non perché io sia contrario all’espulsione degli stranieri che commettono reati. Anzi, sono il primo a dire che chi viene nel nostro Paese per delinquere va allontanato, e che è stato un errore togliere ai giudici penali la facoltà di pronunciare l’espulsione dei condannati. Facoltà comunque prevista dalla legge che entrerà in vigore se l’iniziativa verrà, come mi auguro, bocciata.

Così come le condanne inflitte a chi commette un reato (sia straniero sia svizzero) non vengono decise con rigore da burocrati, bensì sulla base di una serie di fattori (attenuanti, aggravanti, pentimento, collaborazione, eccetera), così dovrebbe essere per le decisioni di espulsione.

Dico quindi “no” a questa iniziativa perché introduce un automatismo indegno per uno stato di diritto, e lo fa in un Paese come il nostro che fa della democrazia la sua bandiera, e che ha una lunga tradizione umanitaria.

Il rispetto dei principi democratici (forse ci siamo dimenticati che nella storia la democrazia è sempre stata uccisa dall’intolleranza e dalle leggi “speciali”) non può valere soltanto per chi ha la fortuna di avere il passaporto rosso.

Questa iniziativa, però, nega non tanto il principio della tolleranza, quanto quello della proporzionalità. Non è disumana, ma disumanizza la giustizia penale, mettendo sullo stesso piano chi uccide e chi viola la proprietà privata. Senza possibilità di distinzione. Se commetti un reato diventi una pecora nera. Ma lo diventi soltanto se sei uno straniero.

Invito elettrici ed elettori a non votare un “sì” di pancia. Prima di decidere leggete l’infinito elenco di reati per cui l’iniziativa prevede l’espulsione automatica, estendendo in modo irrevocabile questa “pena” aggiuntiva anche a violazioni minori e coprendo praticamente l’intero spettro del codice penale.

L’iniziativa per l’attuazione dell’espulsione degli stranieri che commettono reati non lascia spazio a una ponderazione del giudizio da parte dei giudici, a una valutazione dei singoli casi. Votare “no” non è buonismo. È opporsi all’estremismo e all’assolutismo di regole che sembrano fatte per un mondo di robot.

E dire che molti tra i fautori di questa iniziativa sono alla fine gli stessi che si scagliano (giustamente) contro le norme assurde di “Via Sicura”, dove gli automobilisti vengono puniti secondo asettiche tabelle di sanzioni, senza che le autorità competenti abbiano la possibilità di valutare le circostanze dei singoli casi.

Mi hanno molto colpito le parole dell’ex procuratore generale Bruno Balestra, che in un suo scritto contro l’iniziativa ha raccontato la sua esperienza. E di criminali, nella sua carriera, ne ha visti tanti.

“L’iniziativa per l’espulsione degli stranieri criminali impone senza distinzioni automatismi da allevamenti in batteria”, ha scritto, aggiungendo che il vantaggio dell’uomo sulla pecora “è di avere la coscienza di sé per guardarsi dentro. La coscienza rende giusta la legge, non può quindi esser giusta la legge che ne vieta l’uso”. In altre parole io dico: gli esseri umani non sono pecore.

 

Rocco Cattaneo
Presidente Plrt