Previdenza 2020

Previdenza 2020: una riforma da respingere

Pseudo-riforma oggi, più problemi domani


"L'aumento della popolazione anziana è oggigiorno un dato di fatto. Una delle conseguenze di tale incremento è ben conosciuta e riguarda il fondo di compensazione AVS il quale si troverà confrontato con problemi strutturali sempre più importanti. Infatti proprio per quanto riguarda l’AVS, vi saranno sempre meno persone attive sul mercato del lavoro che dovranno sopportare il peso del finanziamento di una rendita pensionistica. Si pensi che nel 1948 – l’anno in cui l’AVS è stata istituita – vi erano 6,5 persone attive per ogni pensionato, tra trent’anni esse saranno solo 2! 

Al fine di riformare sul medio - lungo termine il sistema della previdenza vecchiaia la pseudo-riforma per la quale siamo chiamati ad esprimere un'opinione il prossimo 24 settembre prevede principalmente un aumento dell'IVA pari a +0.6 punti percentuali nonché un abbassamento del tasso di conversione compensato dall'aumento di 70 CHF della rendita AVS mensile.  Oltre a ciò non va dimenticato il sacrificio richiesto alle donne, le quali si vedrebbero aumentare l'età di pensionamento a 65 anni. Non reputerei tale aumento un sacrificio se esso servisse davvero a scongiurare il deficit massiccio del fondo AVS prospettato entro il 2035. Infatti i soldi che verrebbero incassati grazie a quest'ultima misura (stimati a 1.2 miliari di CHF) non sarebbero nemmeno sufficienti a coprire il supplemento pari a 70 franchi mensili della rendita AVS, il quale  genererà un costo di 1.4 miliardi di CHF.

Reputo tale riforma poco concreta e percorribile al fine di risolvere e scongiurare i problemi finanziari futuri del sistema di previdenza della vecchiaia. 

I consumatori si troveranno confrontati con l'aumento dell'IVA e quindi dei prezzi di beni e servizi. I giovani d'oggi saranno confrontati con oneri sempre più elevati e un tasso di conversione inferiore rispetto ai pensionati d'oggi nonché alla generazione oggi compresa tra i 45 e i 65 anni. I pensionati attuali non beneficeranno dell'aumento della rendita mensile di 70 CHF e ciò creerebbe un' AVS a doppia velocità.  Infine, ma non per ultimo, noi donne saremo chiamate al sacrificio di lavorare un anno più a lungo senza assistere ad un miglioramento nel lungo periodo dei conti del fondo AVS.

La pseudo-riforma proposta è squilibrata e genererà più problemi che benefici per la gran parte della popolazione. Per questa serie di considerazioni voterò NO il 24 settembre."

Chiara Castelletti